Patrimonio dell'umanità
7 luglio 2008. Sabbioneta è posta dall'Unesco fra i patrimoni dell'umanità, per la sua eccezionale veste utopica di città ideale.
Al tempo dei cavalieri
Posta tra i fiumi Po e Oglio, lungo il tracciato dell'antica via Vitelliana, Sabbioneta occupa una posizione strategica. In un documento dell'829 l'insediamento è già denominato castrum, cioè borgo fortificato. Dopo l'anno 1000, Sabbioneta è contesa da diverse famiglie; nel 1314 è preda dei Bonacolsi di Mantova; di lì a pochi anni passa una prima volta ai Gonzaga. Dopo alterne vicende, i Gonzaga la riconquistano definitivamente nel 1426, per mano di Gian Francesco, condottiero della Serenisssima Venezia. Nel 1478 la città passa infine ad un ramo cadetto dei Gonzaga. E nel 1540, sul palcoscenico della storia, si presenta l'artefice della nostra Sabbioneta: Vespasiano Gonzaga.
Lo scrigno del tesoro
Fra Medioevo ed Epoca Moderna, una potentissima famiglia di Mantova, coi suoi rami cadetti (che comprendono anche i famosi Gonzaga-Nevers) arriva dunque all'apice della fama. Letterati, artisti, poeti, uomini d'ingegno: la Corte si nutre dei fasti del Rinascimento italiano. Il disegno urbanistico del ‘400, con le sue piazze orchestrate in modo classico, cede nel ‘500 il passo ad un ulteriore bisogno di perfezione. Pitagora e Platone tornano di moda, l'idea della bellezza corona l'archetipo o l'utopia di una città ideale, ancorché militare. E' questo il sogno di Vespasiano Gonzaga. La matematica dei rapporti aurei si accompagna così ad un rinnovato interesse per forme geometriche e corrispondenze planimetriche, con impianti urbani disegnati secondo misura e proporzione. Le mura dei Sabbioneta sono uno scrigno fortificato, custode d'un tesoro.
Bellissima
Come una opera d'arte. Vespasiano Gonzaga riedifica integralmente Sabbioneta fra il 1554 ed il 1591, anno della sua morte. Nel frattempo (1577) Sabbioneta diviene un piccolo Ducato che si inserisce fra i Ducati dei cugini di Mantova e degli amici Farnese di Parma. Dopo la intensa e ammirevole edificazione di Vespasiano, la situazione politica parrebbe eccellente per gli eredi. Ma le contese finiscono per avere il sopravvento. E per lunghi decenni Sabbioneta non avrà più una guida. Ci sarà poi il dominio austriaco e quello napoleonico... e la città resterà privata di importanti edifici, quali la rocca, l'armeria e le mezzelune esterne al circuito murario. Le manomissioni, compreso il trasloco della collezione antiquaria all'Accademia di Mantova del 1772, nulla tolgono tuttavia alla straordinaria atmosfera che la città regala ai moderni turisti. Sabbioneta è bellissima e ospita diversi geniali palazzi rinascimentali, come il Palazzo Ducale, il Teatro (progettato da Vincenzo Scamozzi, primo edificio moderno costruito appositamente per tale fine), la Galleria degli Antichi, il Palazzo Giardino, la chiesa dell'Assunta, dell'Incoronata, del Carmine... la Sinagoga e lo storico quartiere ebraico, con le annesse attività di stampa, fondate nel 1567 da Tobias Foa.
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